Ci sono luoghi in cui il corpo non ha bisogno di essere convinto.
Capisce subito.
Cammini su una spiaggia di sabbia mista a corallo, senti che l’appoggio non è morbido né ostile: è vivo. Il piede si adatta, il peso si distribuisce, la postura si organizza senza istruzioni. Stai sentendo.
Vivere in Sardegna mi ha insegnato questo prima di tutto: il corpo lavora meglio quando l’ambiente non lo costringe a difendersi. Il clima mite, l’assenza di sbalzi troppo violenti riducono una fatica invisibile che spesso scambiamo per normalità. Venendo da Prato, dove gli inverni sono rigidi e il freddo ti chiude prima ancora che tu te ne accorga, la differenza è stata immediata. Spalle che si sollevano meno, respiro più ampio, meno bisogno di trattenere.
Il freddo intenso ci insegna a proteggerci: stringiamo, riduciamo il movimento, occupiamo meno spazio. È una risposta intelligente, ma quando dura mesi diventa struttura. Il corpo impara a restare chiuso anche quando non serve più. In un ambiente più gentile, invece, può permettersi di restare disponibile.
Qui il maestrale non è un disturbo; è una carezza potente. Il terreno non è mai perfettamente uguale, i sentieri cambiano, il mare avanza e si ritira. Il corpo si regola, si adatta e si apre.
Mi sono trasferita in Sardegna per il clima, per conoscere meglio le mie origini (mia madre è nata in Trexenta) e vivere questo ha cambiato il mio sguardo sul corpo. Ho smesso di pensarlo come qualcosa da correggere e ho iniziato a leggerlo come un sistema che risponde. La tensione non è un errore: è attivazione. Diventa un problema solo quando non sa più sciogliersi.
Immagina di ricevere un massaggio in un luogo così. L’aria che si muove, il rumore dell’acqua, il corpo che non è isolato ma sostenuto dall’ambiente. I tessuti rispondono prima, il respiro scende senza essere guidato, le mani non devono convincere nulla. Il lavoro diventa più semplice perché il corpo fa meno resistenza.
Oppure stendi il mat e inizi una lezione di posturale o di pilates. Potrai notare come i movimenti saranno più fluidi.
La natura insegna questo, senza spiegazioni: che il corpo non ama gli shock continui che funziona meglio quando può sentire invece di difendersi che l’equilibrio vero non è rigidità, ma intelligenza
Forse è per questo che in certi luoghi tutto sembra più semplice.
Non perché fai meno, ma perché il corpo, finalmente, fatica meno a essere se stesso.