C’è un momento, nella vita di molte persone, in cui il corpo smette di rispondere come prima.
Non perché non voglia… ma perché ha bisogno di maggiori considerazioni, è "confuso", disallenato.
Io l’ho imparato sulla mia pelle.
Sono sempre stata, sin da bambina, molto sportiva e flessibile: ho praticato molte attività fisiche, tra cui nuoto e danza moderna, ore di riscaldamento, stretching, una propriocezione che mi faceva muovere con sicurezza anche a occhi chiusi.
Poi è arrivato lo stop. Uno stop vero, di quelli che non scegli.
Nel 2021 ho subito una frattura a L2. Settimane a letto.
E, più del dolore fisico, c’era qualcos’altro: la sensazione che il mio corpo non fosse più “mio”.
La paura di fare un movimento sbagliato.
La tensione costante.
È come se alcune parti diventassero più sfocate.
La propriocezione cambia. La fiducia cala. Ogni gesto sembra rischioso.
La mente inizia a fare domande scomode:
• “E se peggiora?”
• “E se non recupero?”
• “E se muovermi fa più male che bene?”
Se ti è capitato qualcosa di simile — magari non una frattura, ma un dolore persistente, un periodo di immobilità o semplicemente anni di postura “in modalità sopravvivenza” — sai di cosa parlo.
Il corpo si irrigidisce, ma anche i pensieri.
Ho iniziato un percorso di ginnastica posturale.
All’inizio ero scettica.
Poi è successa una cosa che non mi aspettavo: ogni esercizio, ogni respiro guidato, ogni piccolo movimento consapevole mi stava "riaccendendo".
Non era magia. Era neuroscienza:
• Muovendoci con attenzione, il cervello aggiorna le sue rappresentazioni.
• La propriocezione migliora.
• La paura scende.
• La fiducia torna.
• Il corpo ricomincia a collaborare.
La postura, in fondo, non è solo “stare dritti”: è comunicazione tra corpo e cervello.
E più quella comunicazione diventa chiara, più noi torniamo a sentirci a casa dentro di noi.
Cosa ho scoperto (e cosa insegno oggi)
Non serve essere flessibili.
Non serve essere “sportivi”.
Non serve soffrire per migliorare.
Serve iniziare.
Serve qualcuno che ti guidi nei movimenti giusti, nella respirazione che placa il sistema nervoso, nella consapevolezza che ti restituisce potere.
Oggi accompagno altre persone nello stesso percorso:
dalla rigidità alla fluidità,
dalla paura alla fiducia,
dal dolore alla competenza corporea.
Rispondo subito alle obiezioni che sento più spesso:
“Ma io non sono allenato/a.”
Perfetto. Molti dei miei clienti partono da zero. Il lavoro è progressivo e adattato.
“Ho paura di farmi male.”
È comprensibile. Per questo partiamo da movimenti piccoli, costruiti per rieducare la risposta del sistema nervoso.
“Posso farlo online?”
Sì. Con la videocamera giusta e indicazioni chiare, il lavoro da remoto funziona ed è uno dei miei servizi più richiesti.
“E se non funziona su di me?”
Te lo dico onestamente: non esistono miracoli.
Ma esistono progressi concreti.
Le persone con cui lavoro mi riferiscono:
• più mobilità
• meno tensioni
• migliore percezione del proprio corpo
• più sicurezza nei movimenti
Se senti che il tuo corpo ti “parla” in modo confuso… possiamo lavorarci insieme.