Ho deciso di tornare in Sardegna.
Il primo motivo è quello per cui ho scelto questa terra 2 anni fa: il clima. La luce, l'aria, il maestrale.
Ma non è solo questo.
Ad ottobre 2025, ho preso il traghetto lasciando l'isola semplicemente perchè stavo cambiando casa e non sono riuscita a trovarne un'altra. Avevo anche pensato, poco prima, di spostarmi semplicemente in un'altra zona ma poi, tra vari ostacoli, ho sentito la voglia di rientrare nel cosiddetto continente. E così è stato.
Questa Terra, ho dovuto detestarla per essere in grado di lasciarla. E nonostante - siamo sinceri - viverci non è così semplice, la nostalgia si è rivelata talmente intensa che tornare e riprendere il percorso da dove si era interrotto, mi è sembrata e mi sembra l'unica strada che sento di volere intraprendere.
E di nuovo, eccomi qui ad organizzare - insieme ad altri professionisti del turismo - delle meravigliose sessioni di movimento consapevole e tecniche di respirazione in ambienti naturali unici nel loro genere.
Uno dei luoghi che più rappresenta il mio spirito è il Parco Nazionale dell'Asinara.
Ebbene sì, stiamo organizzando escursioni all'Asinara, è un'isola nell'isola. Un luogo sospeso, selvaggio, potente nella sua semplicità. Qui la natura domina, i tempi sono dilatati. Camminare tra i sentieri, respirare guardando il mare, muovere il corpo in uno spazio così essenziale cambia la percezione del tutto.
Ci si ubriaca di bellezza, ci si meraviglia.
Chissà cosa penserebbe mia nonna, a cui ero tanto affezionata e che è nata e cresciuta in Trexenta, del fatto che io abbia scelto di fermarmi proprio nella Terra che lei ha lasciato tanti anni fa, senza farvi più ritorno.
Mi piace pensare che il mio stare in Sardegna, possa essere un piccolo ponte con il passato, per dare forma al futuro. Intanto, camminare nel presente, respirando profondamente.
A passo lento, a passo onesto.